Oltre la tela: il muro anche in studio
Quando pensiamo a un quadro, immaginiamo quasi automaticamente una tela. Un supporto nobile, storico, rassicurante. Ma se cercate un’opera di Shife V.H.RO, nella nostra galleria non troverete nemmeno una tela firmata con il suo nome. E non è una scelta casuale.
Shife dipinge su polistirene, un materiale che siamo abituati a vedere nei cantieri, nascosto sotto l’intonaco delle case, usato per l’isolamento termico: il cosiddetto cappotto. Un materiale povero, industriale, lontano dall’idea tradizionale di pittura. Ed è proprio da qui che nasce il suo linguaggio.

Il tutto nasce da una richiesta rivoltagli all’accademia di belle arti, quella di dipingere quadri più grandi, e per questo è dovuto andare alla ricerca di un supporto che gli permettesse di portare la sua passione, la street art e il graffitismo, in un ambiente accademico.
Fusione acrilica: una scoperta e un invenzione
È poi per caso che scopre il processo che caratterizzerà tutta la sua futura ricerca pittorica (ma anche materica) e cioè la fusione acrilica. Questo termine, da lui coniato, deriva da un imprevisto nel trattare il materiale da lui scelto. Utilizzando la bomboletta sul polistirene si accorge che il solvente che serve a mantenere liquido il colore (chiamato nitro) ne scioglie la superficie, da li è una costante sperimentazione.
Inizia a comprendere il funzionamento degli acidi e dei solventi per ottenere un differente effetto corrosivo, lavora con maschere e stencil per indirizzare lo scioglimento in modo da simulare le fughe di un muro in mattone o il distacco dell’intonaco.
Scopre infine una speciale vernice, un ingrediente che ci chiede di lasciare segreto, che serve dopo tutti questi processi a schermare la superficie dalla corrosione della vernice spray e dare un fondo per i futuri strati di colore

Un muro vivo
Dopo aver creato quindi il “muro” su cui andrà a lavorare inizia il lavoro pittorico, questo lavoro però non si limita alla scelta e realizzazione del soggetto. Infatti per mantenere viva l’illusione del muro è necessario simulare gli interventi che un parete in una città viva può subire negli anni
I colori vengono sporcati o sbavati, i graffiti vengono imbiancati, si aggiungono elementi tridimensionali come canaline e, soprattutto, i quadri si popolano di tag, le firme che i writer lasciano sul tessuto urbano

Queste tag, che nella realtà sarebbero la firma personale dei writer, diventano invece un elemento per aggiungere ulteriore significato al quadro. Lo stile grafico trae ispirazione dal quotidiano, osservando il lavoro di altri “colleghi”, specialmente le nuove leve, si fa ispirare per poi inserire delle firme che non sono mai casuali, spesso omaggi al soggetto del quadro o ad altri writer. E’ comune infatti vedere la tag JEOS, quella di un suo compagno di corso con cui ha condiviso gli anni del writing, prematuramente scomparso.

Writing, street art e gallerie, un cambiamento che non abbandona niente
Il writing per Shife è un'attività che precede la sua vita in accademia e che lo segue anche dopo la laurea. L’amore per la disciplina è visibile tuttora e permea i suoi quadri in maniera lampante, il nome Shife d’altronde è lo pseudonimo che lo accompagna dagli inizi del suo impegno artistico.
E’ con l’accademia e il bisogno di “istituzionalizzare” la propria firma che aggiunge la sigla V.H.RO che altro non è che un interpretazione “street” del suo cognome. Grazie anche all'esperienza dell’accademia e ai contatti con altri praticanti passa dal mondo del writing alla street art (se volete comprendere meglio la differenza abbiamo un articolo a riguardo) che porta avanti fino alla pandemia, collaborando anche con la biennale di street art di Padova Super Walls.

Dopo questo percorso approda in galleria, dove tutte le queste anime trovano una sintesi nei suoi “lost walls” di cui CD Studio d’Arte può vantare una ricca collezione. In questi “muri persi” si può vedere la vita e la ricerca di un artista che continua a portare la strada e l’arte che in essa si trova nel cuore, racchiudendo un vissuto dai molteplici volti in una sintesi unica nel suo genere. Shife V.H.RO rimane dunque uno street artist, anche nei muri di casa vostra.
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