Spirit Of Boz Paintings 2018

Friedler in mostra alla Commissione Europea di Bruxelles nel 2018.

Il mondo leggendario messo in scena dalla pittura di Julien Friedler entra in contatto con la Commissione Europea di Bruxelles nel 2018: un invito prestigioso, che gli permette di presentare, sotto gli auspici di Carlos Moedas, Commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione nella Commissione Junker, la sua visione artistica, letteraria e filosofica all’interno del Palazzo Berlaymont con la mostra Spirit of Boz Paintings (21 febbraio – 4 marzo 2018).

Julien Friedler è un artista multiforme. La sua formazione letteraria, di psicanalista, la sua passione per la filosofia, per i viaggi e gli incontri, hanno costruito le fondamenta del suo pensiero espressivo, che si concretizza spesso nel campo figurativo contemporaneo (basti pensare alle opere esposte nelle retrospettive del progetto Mapping). La sua pittura rappresenta un mondo epico, custode di una mitologia più complessa che viene identificata nel concetto artistico, e che Friedler chiama appunto Spirit of Boz.

Dipinti, sculture e installazioni sono esternazione di un mondo magico e favoloso che l’artista propone come simbolismo attivo, ispirato dalle forze dello spirito. Tutte le azioni mirano allo stesso obiettivo, quello di riattivare i miti in una società in equilibrio instabile, per trovare un senso. Attraverso luce, paillettes, giallo e rosso, e materiale che cola come lava, Friedler porta chi osserva queste opere all’interno di un percorso di esplorazione dell’animo umano nella sua complessità universale.

Presentare le proprie opere come pittore richiede già una posizione piuttosto audace e radicale. È vero che oggi la pittura è già di per sé una sfida e una posizione radicale molto audace. Definendosi come pittore, Julien Friedler assume un ruolo che va controcorrente rispetto alle avanguardie, indicando così la sua volontà di apparire in contrasto con i modi e le espressioni di quella che viene abitualmente chiamata “arte contemporanea”, si legge infatti nell’introduzione critica di presentazione della mostra.

L’artista belga si fa portatore di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un’attività di condivisione che porta avanti attraverso Spirit of Boz, associazione nata per instaurare – praticando l’espressione orale, letteraria, pittorica e creativa in generale – scambi e legami, costituendo così una comunità di pensieri e testimonianze su realtà individuali e collettive provenienti da svariati luoghi del mondo.

Per chi non ha potuto ancora visitare una mostra di Friedler, la possibilità di vedere ancora le sue opere in Italia torna tra poco più di un mese. Seguiteci sui nostri canali social @cdstudiodarte e IG @cdstudiodarte68, vi terremo aggiornati!

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