David Karsenty

David Karsenty, classe 1972, originario della Normandia, nello specifico di Le Havre, Artista autodidatta approda nel mondo dell’arte dopo aver studiato psicologia; giovane artista affascinato dalla street art e dai graffiti, partendo dalla strada già tracciata della pop art, lavora attorno al concetto di icona.*

Lui stesso dice: “…io elaboro tutte le icone, dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, le icone di pittura, musica, videogiochi, tutto ciò che ha toccato la nostra infanzia e che colpisce ancora il nostro inconscio collettivo….” Così le sue opere rivisitano alcune figure rappresentative della cultura pop, come Mike Jagger, Andy Warhol o Keith Haring; nelle sue opere non mancano mai una grande quantità di simboli e segni provenienti dalla strada o da figure appartenenti al mondo del fumetto e dei cartoons US.

Nei suoi dipinti, la frase “SO CULT” è presente in maniera quasi morbosa ed indica un prodotto culturale che ha acquisito un valore simbolico per il suo carattere esemplare, allo stesso tempo egli critica il modo in cui oggi comunichiamo e l’importanza che attribuiamo alle immagini nei nostri scambi; denuncia l’egemonia delle reti che imperversa oggi sfruttando l’immaginario collettivo , è così che nei suoi dipinti declina l’effigie degli eroi, mescolando al suo discorso armi da fuoco o parole chiave.

Per Karsenty, il colore ha estrema importanza; abbiamo iniziato a conoscerlo per le sue pitture per lo più caratterizzate dai colori rosso e nero, successivamente ha deciso di ampliare la gamma di colori., lui stesso afferma: “…il lato colorato è una scelta, è il mio modo di vedere la vita, inoltre, il colore è vita! Puoi vedere nei miei dipinti le parole: VITA, BUONA VITA…”

La sua produzione artistica spazia dai dipinti su tela ai disegni su carta, non disdegnando di utilizzare come supporto oggetti quali cartelle portadocumenti in cartone o tavole di legno che vengono trasformate in oggetti d’Arte; vasta anche la sua produzione di grafica che realizza elaborando fondi molto diversi tra loro e mantenendo il soggetto principale identico: una serialità modificata dallo sfondo che lo riporta ai concetti seriali di Andy Warhol.

Dopo aver esposto in numerose Gallerie d’Arte in Francia ed in diversi Paesi del centro – nord Europa approda in Italia dove collabora stabilmente con la C.D. STUDIO d’ARTE di Padova; nel 2019 espone alla Sala Samonà- Banca d’Italia con una personale di inediti.

*nome con cui di solito si raggruppano le grandi star della scena musicale, del cinema, della moda e della sfera artistica.

 

 

David Karsenty was born in 1972 in Normandy, specifically in Le Havre. Self-taught artist, he lands in the world of Art after his studies in psychology; as a young artist he was always fascinated by “street art” and graffiti, inspired by the blooming pop-art scene his main focus revolves around the concept of “icon”.*
To put it in his own words: “…I elaborate on every icon, from the ‘50s until today, icons in painting, music, videogames, anything that influenced our childhood and that still has strong grip on our collective unconscious….”.

Thus, his works revisits some iconic figures in the pop culture, from Mike Jagger to Andy Warhol and Keith Haring; in his works there’s always plenty of room for symbols and marks coming from the street, as well as characters coming from the world of comic books and American cartoons.
In his paintings, the phrase “SO CULT” appears almost everywhere, to emphasize a cultural product that acquired a nearly symbolic value thanks to its powerful connotation.
In parallel, his work becomes a strong critique to the way we communicate today and the status we awarded to images in our personal interactions; he also denounces the “hegemony of the web(s)” which is built by exploiting our collective subconscious.
Therefore, through his work, he developed effigies of “heroes”, blending firearms and keywords together with his images.

According to Karsenty, color has a fundamental role. In his early works we find an almost total predominance of reds and blacks, but as time went by, we saw the introduction of multiple other colors in his works.
“…the colored side is a mere choice – he said – it’s my own way to perceive life, besides, color is life! You can often find in my paintings the words: VITA, BUONA VITA (literally: LIFE, GOOD LIFE!)…”.

His artistic repertoire ranges from paintings on canvas to pencil drawings, while he also makes a good use of support equipment such as carton folders, or wooden boards which he loves turning into unique art pieces. Worth a mention is certainly his production of serigraphy, which he develops on a number of dissimilar substrates while maintaining the same subject: a twisted concept of “seriality” where the background is what matters the most, much alike Andy Warhol did some years before.
After having collaborated and exposed his works in several Art Galleries across France and Northern Europe, he finally landed in Italy where he’s now a resident artist at C.D. STUDIO d’ARTE art gallery, in the city of Padova. In 2019 his pieces were opened to public at Sala Samonà – Banca d’Italia during a personal exhibition of unique and unpublished works.

*normally used to refer to famous superstar in music, cinema, fashion and art.

 

 

 

Alessio B