Bueno Antonio

Antonio Bueno nasce il 21 luglio 1918, trascorsa l’infanzia in Spagna si trasferisce nel 1925 a Ginevra con la famiglia dove si iscrive, dopo aver frequentato il liceo, all’ Accademia di Belle Arti.
Esordisce nel 1938 a Parigi esponendo al Salon des Jeunes delle illustrazioni per “Le vojage au bout de la nuit”di L.F.Céline. Viene in Italia, nel 1940, assieme al fratello Xavier e stringe rapporti di amicizia con i Maestri Annigoni e De Chirico (che nelle sue memorie lo annovera tra i dieci maggiori pittori da lui conosciuti) .
Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia con composizione di pipe di gesso, gusci d’uovo e gomitoli di spago che la critica definisce “neometafisiche”; nel 1962 espone nuovamente a Parigi presentato da G.C.Argan ed allestisce a Firenze con P. Scheggi e P. Manzoni la prima mostra in Italia di pittura monocromatica.
Realizza i “teatrini”, opere realizzate in legno ed altri materiali, che espone a Firenze e a Ca’ Giustinian di Venezia ed è invitato alla Biennale di San Marino.
Nel 1966 dirige la Galleria G30 a Parigi e nello stesso anno espone a Pechino; nel 1968 partecipa alla XXXIV Biennale di Venezia e al “Sixth Annual New York Avant Garde Festival”.
Nel 1972 è professore alla Università Internazionale dell’Arte di Firenze e, l’anno successivo ottiene un grande successo alla sua seconda personale a New York. 
Dopo aver fondato la rivista d’Arte “Visual”ed aver realizzato le personali alla Fiera Internazionale di Basilea e alla Galleria Toninelli di Roma, si dedica con entusiasmo crescente ai “d’apres”, tema che aveva già affrontato qualche anno prima con omaggi a Picasso, Campigli, Seurat e Klee.
Partecipa ad innumerevoli mostre e Fiere Internazionali d’Arte: Basilea, Parigi, Spagna, Stoccolma e Francoforte.
Nel 1984 è invitato alla XL Biennale di Venezia dove espone un’ampia rassegna di “d’apres” che diventeranno i dipinti tra i più importanti della sua carriera. Muore a Fiesole il 26 settembre dopo una breve malattia.
Nel novembre dello stesso anno si inaugura a Bologna una vasta retrospettiva alla Galleria Maggiore, presentata da Franco Solmi.

Bra
Celiberti Giorgio