JULIEN FRIEDLER, UNA NUOVA PERSONALE A BRUXELLES

De la Métaphysique de l’errance è la nuova Mostra Personale di Julien Friedler,

in programma dal 29 aprile al 29 maggio 2022 al Museo Ebraico di Bruxelles.

Julien Friedler, cresciuto in una famiglia ebrea belga, è una figura molto particolare nel panorama dell’arte contemporanea. Un personaggio complesso ed eclettico, che spesso si è trovato a riflettere, anche attraverso la sua arte, sui risvolti della Seconda Guerra Mondiale, un periodo che ha lasciato tracce indelebili nella sua famiglia, segnata dal tragico destino della deportazione nei campi di concentramento. Il tormento interiore che da sempre lo abita, e che tanto ha indagato tramite lo studio della psicanalisi, l’ha spinto negli anni verso un’inesauribile ricerca di Senso. Una ricerca che è sempre stata perseguita esplorando i misteri dell’anima e che trova espressione nelle sue opere. 

Questa inestinguibile sete di interrogazione dell’Inconscio è anche la chiave interpretativa che aiuta a comprendere il fil rouge che lega le opere presenti nella nuova personale che l’artista presenta in Belgio: De la Métaphysique de l’errance (Sulla Metafisica dell’erranza), che si terrà al Museo Ebraico di Bruxelles dal 20 aprile al 29 maggio 2022.

Come spiega la critica Sonia Bressler questa mostra “È un cammino, una gioia, un dubbio, un turbamento e un’effervescenza. Si mescola con domande esistenziali e disegna nuove prospettive.
Interrogare le forme d’arte di Julien Friedler significa aprire le porte a una diversa costruzione sociale
. Dobbiamo lasciarci alle spalle il concetto di linearità. L’essenza stessa della filosofia di Julien Friedler è sperimentazione”.

Le opere di Julien Friedler sono atipiche, sono destinate a muoversi e a trasformarsi, per diventare libri, commoventi installazioni e brillanti dipinti. La mostra che aprirà a Bruxelles permetterà ai visitatori di addentrarsi nel labirinto interiore dell’artista, che con il colore restituisce sempre, su tela e su carta, i sussulti della propria anima e le impressioni immagazzinate in una vita
passata in viaggio, una vita costantemente tesa all’ascolto profondo di persone, ambienti, anime.
Ogni opera è dunque la memoria di un luogo, l’evocazione di sensazioni legate a un paesaggio, a una meditazione o l’evocazione di qualche domanda interiore. Colte nel loro visione d’insieme, queste opere rappresentano le tappe di un viaggio intimo e introspettivo al quale l’autore vuole farci partecipare.

Si tratta di opere che scaturiscono da un pensiero complesso, abitato dalla coscienza spirituale, filosofica e religiosa dell’artista, alimentata dalla lettura di testi sacri, scritti filosofici e studi sulla psicanalisi.
Anche grazie a soggetti “magici”, talvolta spettrali, l’artista ha la capacità di far immergere chi osserva una sua opera in un universo ricco di sfaccettature, dove
non c’è timore di confrontarsi con l’ignoto e il mistero attraverso una narrazione infuocata, onirica, conflittuale e a volte tragica.
Le evocazioni nate da questo tuffo quasi ipnotico nel mondo inconscio si rivelano, infatti, attraverso il colore e i segni istintivi e diretti, come fossero il gesto di una scarica liberatoria.

La possibilità di vedere le opere di Julien Friedler in Italia torna nella primavera del 2022. Seguiteci sui nostri canali social @cdstudiodarte e IG @cdstudiodarte1968, vi terremo aggiornati!

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