IL GIRO DEL MONDO NELLE SCULTURE IN VETRO DI MURANO DI JULIEN FRIEDLER

Pittura, scrittura, performance con gli Schnarks che popolano il suo atelier a Bruxelles, in primis Jack Balance, protagonista dell’installazione Les Innocents.

Julien Friedler negli anni ha dato prova di essere un artista capace di indagare il suo mondo interiore sperimentando varie forme espressive ed esplorando diverse discipline, tra cui letteratura e filosofia,  psicanalisi e sociologica, fino alle arti plastiche. La sua è una produzione eterogenea, che si nutre dei tanti stimoli vitali raccolti in anni di studio, di viaggi e di genuina volontà di conoscere altre culture.

Un esempio di questo approccio sono le tre Coppe in vetro di Murano che Friedler ha realizzato tra il 2010 e il 2011 (Coupe Américaine, Coupe Africaine – 2010/2011, Rédemption de l’artiste – 2010).

“Quello che ci racconta l’artista – spiega la curatrice Dominique Stella – è un mondo leggendario: pittura, installazione, le sue sculture in vetro di Murano appartengono a una forma epica, espressione lussureggiante, generata da una gestualità esplosiva di materia e di colori. Luci, lustrini, tinte gialle e rosse, colate di materia che scivolano come lava. È un fuoco d’artificio che Friedler ci offre in una dismisura esemplare”.

Queste tre opere vogliono raccontare i viaggi  intorno al mondo di Jack Balance, quel clown frustrato che si pone domande esistenziali che rappresenta l’alter ego dell’artista. Percorrendo il pianeta in lungo e in largo in una ricerca mistica, Jack scopre l’America del Sud e l’Africa. Il suo è un viaggio che ha una forte valenza simbolica: rappresenta l’esplorazione dell’animo umano nella sua complessità atavica e universale.

Jack Balance incarna la Coscienza (Rédemption de l’artiste); simboleggia la lotta che l’uomo sostiene per esistere, nella terribile dipendenza dal proprio Creatore” afferma Dominique Stella.

Le sculture sono state realizzate in collaborazione con il maestro muranese Lucio Bubacco. Amante dell’arte classica, greco-romana e bizantina, Bubacco si è specializzato nella lavorazione del vetro a lume e nella realizzazione di soggetti – tra cui angeli, demoni, dèi, satiri e ninfe – interamente sagomati a mano e inclusi in vetri soffiati o in fusioni. Proprio questo mondo di soggetti sospesi tra l’ultraterreno e il fantastico è il punto di contatto con l’arte di Friedler, da sempre immersa in una dimensione onirica.

Per chi non ha potuto ancora visitare una mostra di Friedler, la possibilità di vedere ancora le sue opere in Italia torna nella primavera del 2022. Seguiteci sui nostri canali social @cdstudiodarte e IG @cdstudiodarte68, vi terremo aggiornati!

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