BANKSY… DALLA A ALLA Z!

CHI È BANKSY?

Banksy nasce a Bristol nel 1974, potrebbe incarnare per molti aspetti il Robin Hood della Street Art e, in generale, dell’arte contemporanea. Infatti, un po’ come il paladino della foresta di Sherwood, Banksy è un artista-eroe che vendica attraverso la sua arte le ingiustizie del mondo, deridendole, rovesciandole e sbeffeggiandole.

Ad avvicinare Banksy al bandito inglese è anche la difficoltà a comprendere la sua identità. Infatti, sono state eseguite molteplici indagini a riguardo: c’è chi suppone si tratti di un collettivo e chi di singoli individui. I nomi più ricorrenti circa la sua identità sono quelli di Robert Del Naja, noto anche come 3D, frontman dei Massive Attack, oppure quello di Robin Gunningham, nome emerso in un’inchiesta del 2008 del “Mail on Sunday”, confermata da alcuni studiosi del Queen Mary University. In ogni caso l’anonimato è sempre stato conservato con il più stretto riserbo, e in un certo senso rappresenta anche un valore aggiunto al mito dell’artista, tanto che questa sua aura di mistero rappresenta una delle tante forme con cui l’artista utilizza sapientemente le strategie di marketing. 

Un aspetto che emerge fin da subito dell’arte di Banksy è la necessità di riappropriazione creativa degli spazi pubblici: le sue opere bersagliano con irriverenza i meccanismi comunicativi della pubblicità, sottolineando quanto sia facile rovesciare e stravolgere il messaggio originale.

LE ORIGINI: DAL GRAFFITI WRITING ALLA STREET ART

Nei primi anni Novanta si avvicina al Graffiti Writing, dove la scena locale era già particolarmente vivace grazie a Writers come John Nation, 3D e Nick Walker. Al lettering, Banksy ha unito fin da subito delle notevoli capacità figurative. 

Nel 1999 realizza la sua prima grande opera che segna il passaggio dal Graffiti Writing alla Street Art: Mild Mild West, che raffigura un orsacchiotto mentre lancia una molotov contro un gruppo di agenti antisommossa.

BANKSY E I RATTI

Nel 2000 si trasferisce a Londra e inizia ad utilizzare con intensità gli stencil. L’ispirazione dell’uso di questo strumento la prende da Blek le Rat e, dallo stesso, si ispira anche per uno dei soggetti più ricorrenti nelle sue opere: i ratti. È interessante sapere che la scelta dell’animale non è casuale: da un lato si tratta di un animale che opera al di fuori delle regole e in modo insidioso, dall’altro “rat” è anche l’anagramma del termine “art”.

DA “GIRL WITH BALLOON” A “LOVE IS IN THE BIN”.

Due anni dopo dipinge una delle sue opere più note: There Is Always Hope (chiamata anche Girl with Balloon), la stessa che il 5 ottobre 2018, fatta su tela con spray e acrilico, è stata battuta dalla casa d’asta Sotheby’s per 1,4 milioni di dollari. Dalle 200.000 sterline stimate, dopo un susseguirsi di botta e risposta di offerte, il banditore ha aggiudicato l’opera per oltre un milione di sterline. Proprio in quel momento, un meccanismo installato all’interno della cornice ha cominciato a triturare, arrivando quasi a metà, l’opera stessa. A seguito dell’evento che ha scosso il mondo dell’arte, l’opera è stata rinominata Love is in the Bin e rivalutata da Sotheby’s tra i 4 e i 6 milioni di sterline.

Il caso ha avuto una risonanza mediatica senza precedenti e l’audacia del gesto (si suppone che l’artista fosse presente in sala e avesse deciso lui quando attivare il processo di autodistruzione) unita alla critica del sistema propria dell’artista, ha rappresentato un momento unico non solo per l’artista ma per l’intera storia dell’arte. Questo costituisce uno dei più importanti scandali dell’arte. Vuoi saperne altri? Clicca qui!

GLI INTERVENTI A LONDRA

Nel 2003 Banksy ha realizzato varie opere contro le atrocità della guerra, tema molto caro all’artista, mentre a luglio ha pensato di organizzare in un magazzino di Londra la mostra Turf War, in cui ha esposto opere con varie tecniche e stili, tra queste rivisitazioni iconoclaste della regina Elisabetta ma anche interventi a spray su animali viventi. 

Alla Tate Modern di Londra ha deciso di affiggere, con un nastro biadesivo, una sua opera in stile con quelle presenti nella sala: ha appesa un idilliaco paesaggio pastorale recintato da un nastro segnaletico della polizia, come se rappresentasse una scena del crimine.

Nel 2005 ha realizzato i primi murales in Palestina e a Londra ha organizzato lo spettacolare evento espositivo Crude Oils, in cui ha voluto collocare alcuni dipinti ad olio alterati da interventi estranianti e denaturanti. Oltre agli interventi su tela, all’interno della sala espositiva sono stati inseriti uno scheletro con l’uniforme da guardiano e duecento topi vivi, che hanno distratto i visitatori dalla contemplazione delle opere. 

BARELY LEGAL A LOS ANGELES

Nel 2006 ha riprodotto una falsa versione del CD di Paris Hilton: ironizzando sull’inconsistenza del personaggio, ereditiera che proprio nel 2006 ha pubblicato il suo primo e unico album, Banksy ha prodotto 500 copie “false” del cd facendole entrare in commercio e, di conseguenza, in ben 42 negozi inglesi specializzati in musica. Sempre nel 2006, a Los Angeles ha organizzato una delle sue mostre più provocatorie, chiamata Barely Legal: per 3 giorni ha tenuto un’elefantessa indiana di 38 anni in una sala, adornata con una trama damascata che si estendeva anche sulle pareti. La situazione riprende la tipica espressione inglese “The elephant is in the room” (letteralmente “l’elefante è nella stanza”): frase che si usa per indicare l’esistenza di un grosso problema che tutti cercano di sorvolare per l’imbarazzo. In questo caso il “problema” piuttosto grave è la mancanza di acqua potabile di chi vive sotto la soglia della povertà.

L’ARTISTA A NEW YORK: VILLAGE PET STORE & CHARCOAL GRILL

Nel 2008 ha deciso di organizzare a Londra il Cans Festival, dal 3 al 5 maggio, in cui hanno partecipato una quarantina di stencil artist internazionali e, a New York, il Village Pet Store and Charcoal Grill: la prima mostra newyorkese decisamente stravagante, in cui sono state mescolate le caratteristiche di un negozio di animali e un fast food. L’esposizione intendeva condannare in modo provocatorio da un lato il consumismo della nostra società, dall’altro voleva denigrare l’ambiguo rapporto dell’uomo nei confronti degli animali, visti sia come adorabili compagni di vita sia come cibo. Le opere esposte erano degli animatronic, pupazzi meccanici animati in modo realistico con tecnologie impiegate nel settore cinematografico, come i nuggets di pollo di McDonald’s che beccolavano una salsa da una vaschetta o un salame parzialmente affettato che si muoveva come se fosse una lumaca. 

BANKSY TORNA NELLA SUA CITTÀ NATALE

Nel 2009 ha organizzato a Bristol la sua più grande mostra personale, la Banksy vs Bristol Museum: mostra ospitata nella città natale che in due mesi e mezzo ha ospitato circa 300.000 persone. L’artista chiese ai gestori del museo il massimo riserbo sull’operazione, la massima libertà d’azione e si sobbarcò di tutti i costi della mostra: il risultato è stato di circa un centinaio di lavori assolutamente stravaganti e sovversivi, come il camioncino dei gelati vandalizzato e usato come “reception”, statue classiche che indossavano perizomi o avevano un barattolo di vernice rosa in testa. 

LE OPERE RECENTI

Nel 2011 Banksy ha dipinto su un muro di una fabbrica a Detroit l’opera Shop Till You Drop, un’opera che intendeva criticare fortemente le meccaniche malate del consumismo. 

Nel 2015 ha progettato e costruito nella località marina di Weston-Super-Mare, in un centro balneare in disuso, il parco divertimenti Dismaland: appena all’ingresso, il visitatore poteva guidare una barca a motore carica di migranti o comprare ai propri figli il palloncino con scritto “I’m an imbecile”. A questo progetto, oltre a Banksy, parteciparono anche ben 58 artisti tra cui Damien Hirst e Jenny Holzer, diventando una vera e propria mostra collettiva. L’opera-simbolo della mostra è stata la carrozza di Cenerentola rovesciata a seguito di un incidente stradale, con tanto di “cadavere” della principessa ripreso dai paparazzi. L’installazione è stata particolarmente criticata, in quanto esplicita allusione alla morte di Lady Diana.

Nel 2017 ha inaugurato a Betlemme il Walled Off Hotel, l’albergo che garantisce la vista più brutta del mondo: quello sul muro di separazione israeliano. Nel 2019 a Venezia, in Piazza San Marco Banksy, propone Venice in Oil, una bancarella in cui espone un polittico dedicato alle navi da crociera in laguna. Nel febbraio del 2020, durante la notte di San Valentino, ha dipinto un bambino che con una fionda in mano, colpisce un cuore che esplode in una cascata di petali rossi, opera purtroppo vandalizzata due giorni dopo la sua realizzazione. 

BANKSY VS PANDEMIA

Banksy ha realizzato anche diverse opere dedicate alla pandemia, sia presso la sua abitazione che nella metropolitana di Londra: la prima è stata pubblicata su Instagram, dove si è potuto vedere il suo bagno dipinto con diversi ratti che mettono a soqquadro lo spazio. Il post è stato ironicamente accompagnato dalla didascalia “My wife hates it when I work from home”, cioè “mia moglie odia quando lavoro da casa”. Successivamente, nella metropolitana di Londra ha dipinto una serie di ratti che giocano con le mascherine annunciando il ritorno dell’artista “I get lockdown, but I get up again!”

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