La Habana – La Perla e l’ombra

Carlo Silvestrin La Habana. La malia del CaribeSe fosse possibile descrivere in una parola l’isola caraibica di Cuba, forse l’unica parola che si potrebbe usare sarebbe: indescrivibile!Bisogna vederla! E la sua capitale, La Habana, ne incarna l’essenza più vera, più umana.Bisogna però spogliarsi dei panni dei turisti che in nove notti e dieci giorni all inclusive pensano di aver visto la perla dei Caraibi soggiornando a Varadero o a Cayo Largo in hotel a cinque stelle; bisogna calarsi nei panni di un habanero, girare in sandali per la città dall’alba al tramonto, veder sorgere il sole e le decine di persone che pescano sul Malecon, sentire le orchestrine di strada suonare i melanconici ritmi caraibici, vedere gli anziani seduti ai giardinetti di fronte all’Hotel Englaterra giocare a domino sotto lo sguardo distratto di un poliziotto, vedere accendersi le luci della città al tramonto quando mille odori di spezie escono dalle finestre lasciate aperte nelle case dove si prepara la cena, vedere le fantasmagoriche forme di un’architettura fantastica animarsi al riflesso di centinaia di candele accese al Barrio Chino, tra i tavolini dei bar e dei ristoranti all’aperto, bisogna perdersi tra gli sguardi divertiti dei bambini che giocano a baseball scalzi per la strada, tra gli sguardi dolcissimi delle ragazze che passeggiano irriverenti e provocanti come solo le figlie di questa terra sanno essere, bisogna addormentarsi con la finestra aperta, cullati dalle note di una baciata o di una salsa per potersi svegliare ed accorgersi che tutto questo non è un sogno: è La Habana, la Perla. Questa mostra nasce così, dall’innamoramento di un uomo per una Città che lo ha stregato e soggiogato, lo ha stupito e commosso, lo ha fatto riflettere e ritornare, perché La Habana è così: te ne innamori ma devi capirla; perché dietro la Perla c’è l’Ombra; dietro i sorrisi dei bambini c’è la tristezza degli anziani, dietro le passeggiate sul Malecon ci sono le code al mercato per fare la spesa con la tarjeta, ed è impossibile comprendere tutto questo in una volta sola, non ne siamo abituati.Dietro al folklore c’è la storia di un popolo che è unica per cultura, per speranza , per dignità, ma Claudio Mainardi – fine osservatore – con i suoi scatti a volte discreti a volte sfacciati riesce a coinvolgere lo spettatore trasmettendogli la voglia di conoscere meglio questa realtà, nel bene o nel male. Un viaggio tra realtà quotidiane che ben incarnano lo spirito di questa città e soprattutto dei suoi abitanti, una città che ben conosco e che mi si è radicata nel cuore con il fermo proposito di tornarci ancora per poter condividere con la sua gente un buon puro accompagnato da una bottiglia di ron, magari ascoltando la musica di strada sotto i portici dell’ Englaterra scherzando ed aspettando l’alba.Questa mostra doveva essere fatta perché trasmette – a tutti coloro che sapranno vedere oltre le immagini – l’amore di un uomo per una città e per un popolo.Carlo Silvestrin, curatore

Orario 10.00/13.00-15.00/19.00
Opening hours 10am / 1pm – 3pm / 7pm
Ingresso libero / chiuso il lunedì
Free admission / monday closed.
Comune di Padova /Assessorato alla Cultura / Settore Attività Culturali
Segreteria organizzativa / Organization assistant
tei. 049 8204529 / Fax 049 8204503
http://padovacultura.padovanet.it
Via Porciglia 35 – 35121 Padova – Italia
Galleria Cavour – Tel. 049 8206730

Quick Shop